Naadir + 3×0 + Schiraldi + TRC

Copertina di Synapticollapse
Recensione su Saltinaria.it
Nuova Recensione Ricevuta @ M.E.I www.saltinaria.it
genere: Funky Crossover
Voto: 7/10
Ascolta anche: Red Hot Chili Peppers, Incubus
E’ un lavoro potente con composizioni che spesso spingono sull’acceleratore questo “Synapticollpase” dei salernitani Naadir.
Mi
convince molto il modo in cui riescono a coniugare sonorità funky con
scariche elettriche velocissime, in chiaro stile crossover ,senza
sbagliare (quasi mai) un colpo.
Che la passione per il funky (e io aggiungerei anche per certi Red Hot Chili Peppers)
sia fortissima si sente eccome; eppure la band riesce tranquillamente a
suonare ora punk, ora quasi nu-metal e jazz senza che l’ascoltatore si
accorga nemmeno del cambiamento stilistico.
Il
brano che da il titolo al lavoro è forse quello più completo e maturo,
nel quale tutte le componenti che creano l’alchimia della band vengono
fuori; “Booby Prize” si culla a metà tra punk, crossover e funky; “La delta” è il pezzo più lento e raffinato (forse qui la vicinanza con i Red Hot è un po’ troppa), con un cantato che mi ricorda certi Incubus; per finire “Fallujah” è un brano tiratissimo al limite del nu-metal.
Alcuni
punti di riferimento all’interno della band sono ben chiari: i Red Hot
Chili Peppers di “Mother’s milk”, alcuni arrangiamenti crossover e il
gusto per parti vocali del periodo d’oro degli Incubus, l’utilizzo di
un basso che pulsa in modo perfetto e prorompente.
Il punto di forza dei Naadir
risiede, però, proprio nella capacità di fondere insieme diverse
sonorità ed esperienze in un unico e forte universo che esplode.
Complimenti!
Articolo di: Giuseppe Gioia
Grazie a: Day Box Records, Naadir

http://www.saltinaria.it/recensioni/cdpromodemo/2047-3×0-silver-cd.html
Ottima recensione di “Silver” dei 3×0 su Saltinaria.it
Un grazie infinito alla redazione ed al recensore Jose Leaci
http://www.saltinaria.it
Riportiamo qui sotto:
| Scritto da Josè Leaci |
| Mercoledì 07 Gennaio 2009 00:00 |
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![]() 3×0: poderosi, poi riflessivi, poi di nuovo caldissimi, ottimi per un viaggio in macchina sotto la pioggia o con il cielo grigio.
Genere: Rock, Psichedelica, Progressive Voto: 7/10 Ascolta anche: Giorgio Canali, Alan Parson, David Sylvian
Finalmente i 3×0, il gusto del basso con sonorità fretless, il piacere dell’armonia macerata, elaborata, fatta parte di sé prima di venire proposta agli ascoltatori. Con il solo intento di fare musica, senza la pretesa – ormai sputtanata – del concept album. Solo un Cd, “Silver” con dentro le canzoni composte in tre anni di lavoro e di vita. E dentro ci trovi la maturità di David Sylvian, l’invenzione dei Tears for Fears, le chitarre disturbate di Giorgio Canali e dei Cure di “Kiss Me Kiss Me Kiss Me”. Appena trovano tre note in croce cui vale la pena di aggrapparsi, le chitarre ci si abbarbicano manco i disperati al cancello della chiesa. Poderosi, poi riflessivi, poi di nuovo caldissimi, ottimi per un viaggio in macchina sotto la pioggia o con il cielo grigio. Un gruppo che rimescola tutto quello che ascolta (italiano e straniero) senza paura di proporre poi una canzone come “Parsifal” in cui il coro beatlesiano trova conforto e dileggio in una mandolinata mediterranea e pinodaneliana. Alla faccia della domanda: “Scusa, che musica fai?”. Non vi fate fregare: i 3×0 fanno solo buona musica. Magari hanno ancora da cercare qualche melodia più esplosiva, qualche armonia più solare ma, a tutt’oggi, sono un ottimo gruppo con un ottimo repertorio.
TRACKLIST: 1. Tourist Of Empty Space 2. Esotica 3. Radar 4. Simbiosi 5. Sirens 6. Amplicubed 7. Parsifal 8. Blessed 9. Su 10. The 2nd Of Two Possibilities
3X0 sono: Angelo Marrocco: chitarre Mauro Almetti: basso John Snell: voce, chitarra acustica
Articolo di: Josè Leaci Grazie a: Daybox Records sul web: www.3×0.it – www.myspace.com/3×0band |

Daybox al MEI 2008
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Naadir – Synapticollapse EPRECENSIONE SU MOVIMENTIPROG.NETSenza dubbio un commesso di un qualsiasi negozio di dischi, che fosse dotato di giudizio e dovesse scegliere su che ripiano collocare un cd dei Naadir si troverebbe attanagliato da una serie di grattacapi. Il settore heavy metal sembrerebbe certamente riduttivo, già di per sé per la sua vaghezza, e poi perché del metal i Naadir fagocitano tutti i linguaggi (trash, grind, hardcore, death, nu…) senza lasciarsi possedere da nessuno. Indie, anch’esso può significare tutto e niente a livello stilistico, ma indubbiamente il suo significato letterale, che sarebbe una contrazione di “indepedent”, potrebbe dirci qualcosa in più su di loro, ma non tutto,e comunque troppo poco. Di crossover hanno qualcosa in più nel senso che mischiano i generi più disparati in un unico calderone, ma invece di integrarli (come hanno fatto da sempre tutti i gruppi identificati con questo genere, dai Faith No More ai System Of A Down) li asciugano degli orpelli, e ne sottolineano le divergenze e l’impossibilità di conciliazione. Insomma pare che sia molto difficile, se non impossibile, trovare un termine che possa sintetizzare la musica dei Naadir.
Formatisi a Salerno nel 1999 muovono i primi passi nell’ambito del punk e nel giro di qualche anno arricchiscono il loro bagaglio stilistico di influenze funky, hard rock, trash metal, groove metal e melodic rock, testimoniato dalle loro trascinanti e intense performance, e dal demo Synapticollapse, registrato nel 2006, che fa risaltare l’abilità dei singoli componenti, capaci in un istante, nel corso dello stesso brano, di trasfigurare schizofrenicamente l’atmosfera, giustapponendo un linguaggio a un altro inconciliabile, stravolgendo il ritmo e inventando forme evolute e polimetriche di funky, come nel brano Booby Prize. Una serie di successi a varie rassegne musicali, come il “Sud Rock Festival 2007″dove vincono come “Miglior Gruppo”, il “Liternum Rock Festival 2007″, l’”Headbanger Rock Festival 2007″ e il “Bad Habit Festival 2008″ dove si classificano al primo posto, e il concorso nazionale “PROVE DI ROCK 2008″ tramite il quale ottengono l’accesso al circuito discografico del MEI di Faenza, li consacrano come una delle realtà più promettenti e originali tra le band emergenti italiane. Riconoscimenti tutti bagnati di sudore e giustamente meritati. “”
Gianmaria Consiglio
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MAX MAFFIA – “Anywhere, in the world!”Recensione Music Club del Dic. 2005 (DJNOOZ) Colonna sonora di ‘Picasso, sulle impronte del mito’ un video che non ho avuto il piacere di vedere. O forse non dovevo e basta! Resta il fatto che questo disco elettromediterraneo è breve ma significativo. Il calore, ed il respiro mediterraneo espresso in 5 composizioni bizzarre ma incredibilmente affascinanti. Una fusione tra beat pesanti e chitarre flamenco. Strano ma vero! |
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AA.VV. – “The Right Compilation”
Recensito da Donato Zoppo |
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GUIDO SCHIRALDI – “Dance of an angel”
Dance of an Angel è un CD veramente interessante nel quale le chitarre acustiche, il sitar, la chitarra Synth, le tabla e altre percussioni, sono suonate tutte da Guido Schiraldi, musicista e autore a tutto tondo. Sin dalle prime note si percepisce infatti la fluidità del pensiero musicale, dove la grande padronanza delle svariate tecniche strumentali viene utilizzata in funzione della musica. Premesso questo è chiaro che Guido considera la musica una “elevata” forma di meditazione, veicolo di energia positiva capace di avvicinare ad una maggiore consapevolezza della natura e della spiritualità. Ascoltando i nove brani del CD si possono intravedere influenze e accostamenti con diverse culture e generi musicali: anzitutto la musica indiana (India del Nord, tradizione Hindustani) che Guido incomincia a studiare nel 1977 sia in India che in Italia, avvicinandosi al sitar, alle tabla e alla pratica dello Yoga, veicoli fondamentali per una personale ricerca di cammino spirituale. Si intuisce inoltre la presenza di un “sottobosco” di molti altri generi musicali: musica classica, jazz, pop, country, celtica, araba, africana e etnica, il tutto filtrato dalle matrici mediterranee dovute alla nascita partenopea del nostro musicista. E’ proprio attraverso le diverse culture e tradizioni musicali che Schiraldi attua la “ricerca della verità” della musica e del musicista con una vibrazione che porta benessere, energia, positività e profondità. A composizioni con emozioni e stati d’animo più introspettivi si alternano altre che danno spazio al gioco e alla danza come puro divertimento. Tutto questo porta ad avere come filo conduttore l’universalità dell’esperienza sonora dell’uomo – natura – spiritualità. |




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