Daybox Records News

independent label from Salerno, Italy – Be Different, Stay independent!

La rivoluzione deve partire dal basso! Lamezia Demo Fest, Faenza MEI. Quest’anno non ci saremo.

con 8 commenti

Ben trovati nella Salerno di fine luglio. Calda incazzata che resiste.

Le cose non vanno bene. E’ inutile nasconderlo. Nessuno compra i nostri dischi.

Abbiamo sbagliato qualcosa. Siamo stati troppo onesti. Abbiamo pagato noi la stampa dei CD, abbiamo pagato noi gli uffici stampa, le spedizioni per i distributori esteri. Ora non abbiamo i soldi in cassa per permetterci il conto corrente.

Nessuno di voi pensa ad una cosa banale. Aritmeticamente elementare:

1. “Se il sabato sera esci e spendi 50 euro in birra tutto è possibile. E’ sabato te lo meriti. Magari hai lavorato un’intera settimana.” OK
2. “Se il sabato sera esci e spendi 40 euro in birra tutto resta possibile. 10 euro li potrai dedicare ad un acquisto di cultura. (un libro, un cd indipendente)

Con un semplice calcolo matematico si potrebbe salvare una buona parte di cultura di questo paese. Ed anche le piccole etichette come noi.

I nostri gruppi non hanno venduto niente finora. Perchè comprare musica quando la puoi scaricare?  Perchè far suonare gruppi che non conosce nessuno? I gruppi nostri non vengono chiamati nemmeno nelle programmazioni locali del territorio. Ci siamo fatti dei nemici? Mi dite come?

Si organizzano festival e viene solo “gente di fuori” a suonare. Gente che già suona (magari non lo merita), gente che ha già regalato migliaia di euro agli uffici stampa per farsi recensire anche male da fanzine internet (spesso improvvisate) a cui potrebbe  accedere chiunque anche senza soldi.

Ci si spreca in parole stupide per dire che i locali non hanno soldi, che non vogliono pagare gruppi che non hanno disco, etichetta, ufficio stampa, distribuzione. E quando ce l’hanno (perchè hanno pagato tutto)… c’è sempre un’altra scusa… “il gruppo deve avere recensioni su cartaceo e non su internet”. Adesso il gruppo deve avere il video! Ma non rompeteci le palle e date la possibilità alla gente che suona di suonare. Come avveniva una volta. ( Personalmente ho suonato in centinaia di posti negli anni novanta. Non avevamo un disco, non avevamo un ufficio stampa, non avevamo un cazzo se non la nostra incredibile voglia di suonare anche per 4 soldi. E si suonava e come se si suonava. E di certo non facevamo il piano bar).

E’ sto cazzo di sistema che è sbagliato. E’ un sistema che arricchisce i soliti stronzi.
La rivoluzione deve partire dal basso cari miei. Siete voi, siamo noi che non siamo nessuno che dobbiamo pretendere lo spessore artistico. Che dobbiamo pretendere l’indipendenza. Dietro questa parola che comincio ad odiare si sono nascosti troppi bastardi, troppi nestofanti accattoni e traffichini. Indipendente significa che la strada te la fai da solo. Stronzi noi che volevamo entrare in questo girone dell’inferno degli emergenti.

Sbagliato. Tutto sbagliato. Allora succede che chi l’anno scorso ti ha voluto per Lamezia Demo Fest dove hai portato espositori, band,web radio, musica, cultura,  sudore, (dove hai rischiato anche di prendere le mazzate),  quest’anno non solo non  ti chiama, ma non ti chiede nemmeno come stai. E magari ti spacca le palle su facebook con milioni di inviti.

Mi hanno chiamato dal MEI: “quest’anno non vieni? non ci è arrivata la tua pre-adesione….” A queste domande biognerebbe prendere prima un pò di fiato per rispondere. L’ho fatto ed ho semplicemente riferito alla dolcissima voce che mi chiamava che non ci sono soldi, che non abbiamo 600 euro per uno stand. Mi è stato risposto: “in bocca al lupo per tutto”… cioè: “STI CAZZI!”

Mi preme di voler ringraziare in questo cammino due persone, due italiani di adozione. Dimostrano però di avere più attaccamento per il territorio di altri… chissà come mai. Un nome su tutti: “Tony Lawson” di IMISOUND che con la sua community ha fatto vedere che è possibile fare una cosa senza scopo di lucro.  Poi mi viene di ringraziare Ray Heffernan di “Fatti sentire” perchè ritiene che il territorio salernitano sia il più prolifico e fruttuoso del panorama indipendente italiano. Ne sono felice ed orgoglioso di questo. Egli lo dice anche perchè crede che i Sonora’68 (nostra band romana) sono di Salerno, ma mi sta bene per tutti gli altri:)) (3×0, Naadir, Tristema, Underscore, Strip in midi side).

Buon estate. Buona rivoluzione. Per una volta però commentate questo mio post. Dimostratemi che ho torto. Ditemi dove abbiamo sbagliato. Ci servirà per migliorare.

Grazie.

Be different, Stay independent

Max Maffia (DBR)

Written by dayboxrecords

luglio 22, 2009 a 11:16 am

8 Risposte

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  1. Max sono molto dispiaciuto, vi conosco grazie al lavoro di Ray Heffernan, seguo sempre il suo programma. Ho apprezzato molto tutti i tuoi gruppi e sopratutto le tue interviste, mai una parola o una frase fuori luogo, conosco poche altre persone che sanno dire delle verità scomode con una semplicità e una tranquillità come la tua, per me ogni tuo intervento diventava spunto di riflessione. Ti ho identificato dalla prima intervista che ho ascoltato ad un grande appassionato, grande amante della musica, prima di tutto, come me e Ray, una persona che cerca a tutti i costi il lato romantico della musica, perché sa che c’è ancora, nonostante tutto, nonostante dover vedere ogni giorno grandi artiste costrette a fare le troie, nonostante amici o x-factor, nonostante la siae, nonostante tutto qualcuno che sa toccare le nostre corde più profonde c’è e ci sarà sempre, e allora sappiamo noi quanta felicità, pace e gioia ne sapremo ricavare. Io non smetto di crederci.
    Mik

    mikmoksha

    luglio 22, 2009 alle 1:49 pm

    • Grazie infinite per il commento davvero. Lo apprezzo tantissimo.
      Ray è una persona speciale ed il fatto che mi abbia dato la possibilità di dire come la penso è una cosa eccezionale di questi tempi.
      Grazie ancora. A presto. Max

      dayboxrecords

      luglio 22, 2009 alle 5:49 pm

  2. Anch’io sono molto dispiaciuto. Ma soprattutto sono MOLTO INCAZZATO, come te.Faccio parte degli artisti indipendenti che girano su Puntoradio, nn ho il cd, perchè i soldi per farlo nn ci sono, ho famiglia, tante spese, il resto del gruppo nn partecipa, quindi…
    Ho ormai 50 anni, una gran voglia di suonare, come e più di 30 anni fa.
    Eppure il giro è esattamente ciò che hai descritto, anche qui da noi. Prima vogliono il cd, poi il ritmo,poi quanta gente porti,poi le basi, poi, poi, poi..poi chiamano i gruppi che fanno cover che se va bene cantano e fanno finta di suonare, tanto è tutto in playback, sempre il Liga, Vasco, echepalle! Tieni duro, davvero. Siamo in tan ti a frlo, prima o poi riusciremo a rgoanizzarci meglio, basta parlarci di più, restare in contatto.
    Io ho mia figlia Alice, di 14 anni, che suona il violino con me, e canta. Tengo duro anche per lei.
    Mario Ermini Burghiner.

    mazarok

    luglio 22, 2009 alle 3:43 pm

    • Ti fa molto onore lottare anche per tua figlia 14enne. Grazie per il commento. Io sono sempre aperto a tutte le discussioni che vogliamo aprire. Tutti vorremmo rifondare il movimento. Dobbiamo partire dalle piccole cose per poter raggiungere risultati.
      La piccola rivoluzione di oggi sulla mia bacheca di facebook è la dimostrazione che non siamo in pochi. Siamo solo male organizzati.
      Un abbraccio, Max

      dayboxrecords

      luglio 22, 2009 alle 5:52 pm

  3. Grrrrrrrrrrrr….

    Prima di tutto, grazie di mi avere nominato, pero SOPRAtutto, Grazie del tuo lavoro per gli indipendenti.
    L’apatia e il nostro nemico. E il muro davanti ogni nuova idea in Italia. Ho appena finito l’organisazione di un palco per la musica vera al Alpaa, il festival piu grande in nostra regione. Il fatto che c’e gente chi mi ha chiesto “ma cos’e la musica indipendente?” mostra che Marco Carta viene considerato il Bardo dello tribu Italiano.
    Questo mi fa piangere, e vederlo sul palco prendire 25,000 euro per cantare covers per 50 minuti mette questi 600 euro ancora piu “in perspective”.

    I dunno, Max. It’s all very dark right now, but maybe l’ora piu buio e quella prima del alba.

    Abbiamo sempre il dovere della speranza.

    Ray

    rayheff

    luglio 22, 2009 alle 6:03 pm

  4. Come ti capisco Max! E come condivido tutto!!!
    Anche noi di RES – Registrazioni e Suoni abbiamo toccato con mano ciò che hai espresso nel tuo intervento (ad “aggravare” le cose, per noi, c’è il fatto che non produciamo nemmeno indie rock o indie pop, ma jazz, sperimentazione e contemporanea, e quindi gli sbocchi di visibilità sono ancora minori). Leggo una cosa positiva però tra le righe di ciò che scrivi: l’indignazione. Il senso di indignazione, che troppo spesso manca agli italiani, tu ce l’hai e con te ce ne sono altri (fortunatamente), e tra questi mi ci metto anch’io. Se c’è indignazione vuol dire che c’è ancora un ideale e un sogno da raggiungere. Quando siamo partiti con RES, nel dicembre 2003, era questo che ci animava: forse oggi – a suon di mazzate subite – le energie sono un po’ più deboli, ma la voglia di “rivoluzione dal basso” è sempre tanta. Per chi crede nella musica come cultura e non come intrattenimento o moda – come noi (e con “noi” intendo tu ed io) – non sarà semplice (e lo abbiamo già visto purtroppo). Credo che una possibilità sia la creazione di un network al di fuori delle “indie lobbies” (è inutile che facciamo i nomi, tanto tutti sanno di chi parliamo) che si mascherano da indipendenti con comportamenti da major o addirittura “mafiosetti”. Creiamo un nuovo sistema – tutto da inventare – al di fuori dagli schemi finora utilizzati dalla discografia italiana; utiliziamo nuovi sistemi di marketing. Selezioniamo i locali “seri”, selezioniamo la stampa “seria”, selezioniamo i distributori e i negozi “seri”. Loro sicuramente amano la musica e hanno spesso i nostri stessi problemi.
    … insomma FACCIAMO RETE!!!
    Un abbraccio caro Max
    PS: anch’io mi sono sfogato un po’… quindi grazie per l’input :-)

    gabrieleres

    luglio 22, 2009 alle 7:21 pm

    • Caro Gabriele,
      ti ringrazio infinitamente. Le tue parole sono la conferma di quello che ci siamo sempre detti al MEI in questi anni. Dobbiamo realizzare questa rete assolutamente e per quanto riguarda quel settore sperimentale della daybox che può essere affiancato alle vostre produzioni sappi che mi trovi sempre disponibile. Anzi ne approfitto per chiederti: quando cominciamo? Settembre?
      Un abbraccio, Max

      dayboxrecords

      luglio 25, 2009 alle 8:26 am

  5. Come diavolo faccio ad illuderti che hai torto? Hai ben chiaro tutta la linea.

    Caro Max l’indignazione e lo sgomento ci assalgono ogni qual volta pensiamo a come collocare la nostra essenza di musicisti in questa italia (e in questa società occidentale) senza cultura, senza valori, in crisi economica, in crisi di civiltà.

    E come in ogni cosa, questo paese mostra di avere una mafia anche nell’underground musicale (oltre quella nota presente nell’ambiente mainstream). Evidentemente come popolo ci meritiamo quel che abbiamo.

    Ray e Tony sono degli esempi, e come tu dici non è un caso che provengono da un posto con un’altra mentalità.

    Tuttavia sono molto pessimista sull’immediato futuro e sulla possibilità che si riesca a fare la rivoluzione. Questa situazione di merda e le sue forze negative, le sue variabili determinanti, scaturite dalle manovre di chi ci ha incanalato in questo buio tunnel, ci hanno insegnato troppo bene a distrarci con le cazzate per poi concentrarci al nostro orticello, giusto per assicurarci di non perdere il ruolo che ci resta nel mondo, non impazzire, non sentirci peggio.

    Ma noi siamo sognatori…ogni giorno si rischia di stufarsi e gettare la spugna, ma poi la nostra passione ci richiama mostrando la sua forza con qualche magia al momento opportuno.
    Pare di essere come drogati…
    E invece la vera droga è il resto. La voglia di musica è solo l’ossigeno. Ci hanno ridotto ad avere una percezione opposta.

    Devo ancora passarti a trovare in azienda.

    teenspirit83

    luglio 23, 2009 alle 1:30 am


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