Recensioni indipendenti 2008/09 – Episodio 1

Biagio Conte

Lo so vi state chiedendo perchè parto da un Salernitano… :)

Beh come dire, rispetto per il territorio, rispetto per chi sta aspettando da così tanto tempo e con chi non ho più il coraggio di scusarmi per il tempo che sembra non esserci più.  Ma è vero caro Biagio credimi.

Iniziamo con una bio del musicista che dice di sè:

Biagio Conte nasce a Salerno l’8 febbraio 1989. Sale per la prima volta su un palco a 5 anni per le selezioni delloZecchino d’oro che lo porteranno fino alle selezioni nazionali tenute all’Antoniano di Bologna che ebbero però esito negativo ( circostanza di cui ancora rivendica le sue ragioni in quanto “… era il fotografo che mi distraeva e mi fece sbagliare il provino!”). Ben presto viene avviato allo studio della chitarra classica (con cui prenderà confidenza ben prima che con carta, penna “e calamaio”), e grazie alla paziente premura della mamma, la quale gli spiega quel che è scritto sul manuale che il piccolo Biagio non sa leggere in quanto ancora all’asilo, mostra da subito propensione e interesse per quello strumento imbracciato ben prima dell’abbecedario, grazie soprattutto a suo nonno che gli costruisce una chitarra. Inizia quindi a prendere lezioni di chitarra col maestro Giuseppe La Sala, grande chitarrista che vanta collaborazioni, tra gli altri, conBuddy Miles batterista di Jimi Hendrix.

…continua sulla pagina myspace http://www.myspace.com/contebiagio

Biagio è un cantautore molto interessante.
Ho scaricato i suoi brani dell’EP dal sito http://www.biagioconte.it

La registrazione è abbastanza matura come il modo in cui è suonata la demo. La voce di biagio è particolare e fortunatamente il suo non è un tentativo di clonazione del solito filone (renga, grignani e compagnia cantante).
Come nella migliore delle tradizioni i ritornelli sono martellanti e ciclici nel brano  ”Fatti sentire Leo” così come nel brano “Fin quando” che apre l’EP (in cui si avverte qualche attimo di attaccamento alla terra ed al dialetto) che con ”Evasione” che strizza l’occhio ad un pubblico più ampio. In quest’ultimo brano c’è un’apertura molto bella verso il finale. Tutto sommato un prodotto piacevole che merita senza dubbio più di un ascolto così come una ricerca maggiore nella fase compositiva che risulta essere ancora un pò scarna.

Non ti fermare Biagio, del resto chi può dirti di farlo? :)

Max  DBR


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